|
|
|
|
|
|
 |
05/08/2010 |
Lavoro/ Apprendistato e formazione, nuove competenze a Province
|
|
Lo prevede un protocollo d'intesa firmato da ministero e Upl.
Un protocollo d'intesa tra il ministero del Lavoro e l'Unione delle province d'Italia firmato la scorsa settimana a Roma assegna agli enti territoriali nuove competenze in materia di centri per l'impiego, apprendistato e formazione professionale. L'accordo ha l'obiettivo di contrastare con maggior sinergia gli effetti della crisi economica e attraverso il miglioramento, nell'ambito della pianificazione territoriale, della qualità dei servizi erogati. Le Province, tramite i centri per l'impiego, portanno infatti allargare la gamma delle prestazioni offerte per esempio con l'erogazione dei voucher sul lavoro accessorio, con il potenziamento della rete Eures per la mobilità geografica dei lavoratori, con la promozione dell'apprendistato e dei tirocini in impresa, con il collegamento alle banche dati amministrative da parte dei centri per l'impiego. Quest'accordo - commenta in una nota il presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà - mette in luce quanto sia strategica la presenza delle Province sul territorio nazionale. L'assegnazione di alcuni ambiti d'intervento agli Enti intermedi ci inorgoglisce ma, al tempo stesso, ci responsabilizza ulteriormente. Va ricordato, però, che la Provincia di Milano è attenta alle dinamiche legate al mondo del lavoro e al suo sostegno. Nell'ultimo anno - ricorda Podestà - è stato istituito il comitato Fuori dalla crisi, organismo che si occupa di monitorare lo stato delle aziende in difficoltà, abbiamo ricollocato mille persone senza lavoro in collaborazione con le principali Agenzie di lavoro grazie al progetto Ricollocami e abbiamo, infine siglato, l'accordo a sostegno dell'occupabilità, della ripresa del sistema economico produttivo e per il contrasto alla crisi che impegna Palazzo Isimbardi, per la durata di 12 mesi, con finanziamenti per oltre sei milioni di euro da destinare alle imprese, che assumono o stabilizzano gli over 50, persone sole con figli a carico, e le persone con disabilità.
Fonte APCOM
|
|
 |
04/08/2010 |
Lavoro: Unioncamere; nel 2010 prevista perdita di 440 posti.
|
|
Nel 2010, in Molise, è prevista la perdita di 440 posti di lavoro, secondo una di Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro.
Le assunzioni previste per l'anno in corso in Molise sono circa 3.810, a fronte di circa 4.250 uscite con un saldo previsto di appunto 440 posti di lavoro in meno. Le assunzioni previste in provincia di Campobasso sono 3.030, contro le circa 3.380 uscite (con un saldo previsionale meno 350 unità).
Inprovincia di Isernia la domanda di lavoro prevista è di circa 780 unità, contro le 870 uscite (meno 90 unità).
Fonte (ANSA).
|
|
 |
03/08/2010 |
La produttività del lavoro in Italia arranca: -2,7%
|
|
In 30 anni è cresciuta con una media annua dell'1,2%. Negli ultimi 10 anni -0,5%
ROMA - La produttività del lavoro italiano arranca: negli ultimi 30 anni è cresciuta ad una media annua dell'1,2% e già nell'ultimo decennio il suo valore è risultato negativo dello 0,5%. Ma nel periodo 2007-2009, pur in presenza di una sensibile caduta del monte ore lavorato, la produttività ha fatto registrare un vero e proprio crollo: -2,7 per cento in media d'anno. Lo rileva l'Istat che oggi ha reso note le serie storiche riferite a diverse misure di produttività per gli anni 1980-2009.
Dai dati Istat emerge inoltre il contributo rilevante alla produttività fornito dal capitale, soprattutto negli investimenti non Itc, e il fatto che tra tutti i settori produttivi, l'agricoltura sia l'unico che non ha mostrato andamenti negativi né nell'ultimo decennio, né nell'ultimo triennio. Negli anni 1980-2009 la produttività totale dei fattori è cresciuta dello 0,4% in media annua a fronte di un incremento dell'1,4% del valore aggiunto e dello 0,9% degli input produttivi, e cioé lavoro e capitale. A partire dal 2000 si evidenziano tre fasi in cui la dinamica presenta andamenti differenziati: un andamento negativo negli anni 2000-2003, (-1,3% in media d'anno), una dinamica moderatamente positiva negli anni 2003-2007 (0,6% la media annua) e una decisa riduzione nel periodo 2007-2009 (-3,4 per cento in media d'anno).
L'analisi Istat del contributo alla dinamica della produttività del lavoro fornito dal capitale per ora lavorata e dalla produttività totale dei fattori evidenzia inoltre che tra il 1980 e il 2009 alla crescita media annua dell'1,2 per cento della produttività del lavoro, il capitale per ora lavorata ha contribuito per 0,7 punti percentuali, pari al 52% della crescita complessiva. Tale contributo può essere a sua volta scomposto nell'apporto alla crescita fornito dal capitale Information and Communication Technology , pari a 0,1 punti percentuali (12%) e in quello del capitale Non-ICT, pari a 0,6 punti percentuali (50%). L'apporto proveniente dalla produttività totale dei fattori è stato di 0,4 punti percentuali (pari al 38% della crescita della produttività del lavoro). Nella media degli anni 2000-2009, l'accumulazione di capitale per ora lavorata ha apportato un contributo positivo (0,4%) alla dinamica della produttività del lavoro che è stata, invece, influenzata in maniera determinante dall'andamento sfavorevole della produttività totale dei fattori, pari a -0,9 punti percentuali.
BENE AGRICOLTURA, MALE INDUSTRIA. Il calo della produttività del lavoro che ha caratterizzato il periodo 2000-2009 riflette tassi di crescita negativi in tutti i settori ad eccezione dell'Agricoltura, silvicoltura e pesca (+0,7% in media annua). Negli altri settori la produttività del lavoro è diminuita con tassi compresi tra -0,5 e -1,0%. Nel periodo 2007-2009, infine, la dinamica della produttività del lavoro è stata marcatamente negativa in tutti i settori ad eccezione dell'Agricoltura, silvicoltura e pesca (+1,6 per cento in media annua), con una contrazione particolarmente rilevante nel settore dell'Industria in senso stretto: -3,9% contro una crescita dell'1,3%o nel 2003-2007.
Fonte ANSA
|
|
 |
28/07/2010 |
L'importanza della salute sul lavoro. |
|
Un ambiente di lavoro sano porta vantaggi a dipendenti e datori di lavoro.
Primo comandamento del buon datore di lavoro: non sottovalutare la salute dei propri dipendenti, sia perché è giusto garantire a ciascuno la possibilità di lavorare nel migliore dei modi, sia perché - egoisticamente - se ne trarrà vantaggio personale: questo è quanto sostiene l'EU-OSHA, l'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro.
Un vantaggio in termini economici
Secondo l'agenzia europea, da un ambiente di lavoro sano hanno tutti da guadagnare: i dipendenti, che possono svolgere le proprie mansioni nella massima tranquillità, e i datori di lavoro, che vedranno ridursi al minimo l'assenteismo e aumentare la motivazione dei propri sottoposti. In base alle stime elaborate dall'ente europeo, ogni euro investito in promozione della salute nei luoghi di lavoro (PSL) frutta un rendimento compreso tra i 2,5 e i 4,8 euro per la riduzione dei costi legati all'assenteismo.
Un'attenzione necessaria
Il direttore dell'EU-OSHA, Jukka Takala, non risparmia parole per descrivere l'importanza delle politiche volte a sostenere la salute nei posti di lvoro: il sostegno a uno stile di vita salutare è un vantaggio per tutti. E' un vantaggio per i dipendenti e i datori di lavoro, ma aiuta anche la società in generale riducendo l'onere a carico dei sistemi sanitari. Con l'invecchiamento della popolazione lavorativa l'importanza dei programmi di promozione della salute nei luoghi di lavoro non può che aumentare. Dobbiamo aiutare le persone a rimanere sane più a lungo, e per farlo è necessario che i datori di lavoro e i lavoratori collaborino per creare una cultura del lavoro sano.
Qualche esempio
Di fatto, i programmi di PSL stanno iniziando a entrare in diverse imprese europee. Principalmente, le politiche sono mirate a promuovere l'adozione di stili di vita sani e corretti, quali un migliore regime alimentare, o la partecipazione a corsi di formazione per i manager che insegnano a riconoscere i sintomi dello stress nei propri collaboratori. Anche nel comparto pubblico, inoltre, si trovano esempi di enti attenti alla salute sul posto di lavoro: il comune di Dundee si è impegnato in programmi volti a migliorare la salute psicologica e fisica del personale impiegato nel dipartimento dei lavori sociali. Nel programma adottato dall'ente pubblico rientrano azioni a livello organizzativo, come le politiche a favore della famiglia, e azioni a livello individuale come il servizio consultorio a carattere confidenziale per i dipendenti e l'iscrizione sovvenzionata a club per dimagrire. Su questa strada, i risultati non hanno tardato ad arrivare, portando a un risparmio annuo di 165 000 euro in assenze per malattia attraverso la diminuzione di problemi legati allo stress, all'ansia e quelli di tipo muscoloscheletrici.
Fonte (La Stampa)
|
|
 |
24/07/2010 |
Lavoro: Digos Napoli denuncia 150 disoccupati.
|
|
Nei giorni scorsi misero in atto blocchi e proteste
(ANSA) - NAPOLI, 24 LUG - Gli agenti della Digos partenopea, in seguito ad attività investigativa, hanno denunciato 150 membri del movimento disoccupati napoletani.
I manifestanti sono stati denunciati a vario titolo per i reati di interruzione di pubblico servizio, invasione di edifici pubblici, blocco stradale procurato e resistenza a lesioni a pubblico ufficiale. I denunciati si sono resi responsabili dei disordini verificatisi nei giorni 15, 19 e 21 luglio quando sono saliti sui tetti del San Carlo, della sede della Regione Campania, del Comune di Napoli, hanno bloccato le partenze dei traghetti tuffandosi in mare e hanno occupato il Museo Diocesano, tra l'altro.
Fonte (ANSA).
|
|
 |
03/06/2010 |
LAVORO: COLDIRETTI,DAL 1 GIUGNO STUDENTI IN CAMPAGNA CON VOUCHER.
|
|
Dal primo giugno i giovani dai 16 ai 25 anni di età regolarmente iscritti ad un ciclo di studi possono lavorare durante l'estate ed essere remunerati con voucher, i buoni lavoro che comprendono già la copertura assicurativa e previdenziale e non sono soggetti a ritenute fiscali. Lo rende noto la Coldiretti, l'organizzazione con il maggior numero di imprese che assumono lavoratori in agricoltura che, insieme al turismo ed ai servizi, è il settore che più utilizza questa opportunità per agevolare l'accesso di studenti, pensionati e casalinghe ad un'esperienza di lavoro e di integrazione al reddito assicurando trasparenza al rapporto.
La fine della scuola coincide infatti - sottolinea la Coldiretti - con il periodo di maggior impiego di lavoro nelle campagne dove iniziano le attività di raccolta di verdura e frutta come ciliegie, albicocche o pesche durante l'estate fino alla vendemmia che si concentra nel mese di settembre.
Lo strumento dei voucher, introdotto per la prima volta proprio in occasione della vendemmia 2008, è stato già utilizzato - precisa la Coldiretti - per pagare circa 20mila giovani che rappresentano ben un quarto del total di 80mila lavoratori che hanno usufruito di questo sistema di pagamento.
Il 46 per cento dei voucher sono serviti - continua la Coldiretti -per remunerare il lavoro in campagna, il 14 per cento per manifestazioni sportive, culturali o di solidarietà, il 9 per cento nel commercio, l'8 per cento nei servizi, il 4 per cento per attività turistiche.
Si tratta di una opportunità che attraverso la semplificazione delle procedure ha permesso di ottenere importanti risultati nella lotta al lavoro sommerso. Nonostante le difficoltà determinate dai bassi prezzi riconosciuti per i prodotti agricoli (- 7 per cento nel primo trimestre del 2010) per effetto delle distorsioni e speculazioni lungo la filiera, la campagna - sostiene la Coldiretti - continua ad offrire opportunità di lavoro ad un milione di persone in Italia delle quali più del 10 per cento sono di origine extracomunitaria. Per gli studenti - continua la Coldiretti - lavorare nei campi significa, oltre che prendere contatto con il mondo del lavoro, anche fare una esperienza diretta a contatto con la natura, i suoi prodotti ed una cultura che ha fatto dell'Italia un Paese da primato a livello internazionale nell'offerta di alimenti e vini di qualità. Una occasione per conoscere la genuinità e le caratteristiche dei veri prodotti del Made in Italy per impararli a distinguere da quelli importatati spacciati come nazionali anche - conclude la Coldiretti - sugli scaffali dei mercati al momento di fare la spesa.
Fonte(AGI)
|
|
 |
04/05/2010 |
LAVORO: BRUNETTA, DA ESTATE-AUTUNNO STOP EMORAGIA POSTI
|
|
L'occupazione di solito ha un ritardo di sei mesi rispetto agli andamenti del Pil. Cioè quando le cose vanno male, l'occupazione va meno peggio, perchè sconta ancora sei mesi di traino positivo. Quando la ripresa comincia a manifestarsi, sull'occupazione non si vede ancora perchè l'occupazione ha bisogno di sei mesi di stabilità della crescita per manifestarsi.
Lo ha detto il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta a margine dell'Assise dell'industria delle costruzioni nel Veneto in corso a Mestre.
I primi segnali della crescita del Pil già ci sono - ha sottolineato Brunetta - quindi noi possiamo dire che tra l'estate e l'autunno dovrebbe fermarsi l'emoragia e da questo stop dovrebbe ricominciare nuovamente la crescita di nuovi posti di lavoro. L'Italia forse è uno dei paesi in Europa che hanno retto meglio nel mercato del lavoro. Gli ammortizzatori sociali italiani hanno funzionato meglio che negli altri paesi Ue, molte risorse sono state date e noi abbiamo ammortizzato quasi 500-600 mila lavoratori che sono andati in cassa ed hanno mantenuto il loro reddito all'80-90 per cento, e questo con grande dispiego di risorse e con grande intelligenza da parte del sindacato che ha reagito in maniera selettiva rispetto alle crisi. Potremmo dire che il nostro settore produttivo ha retto pur nella crisi, non ci sono state crisi sociali particolarmente evidenti se non piccoli focolai che, tutto sommato, sono stati controllati. Percio ci sono tutte le condizioni per agganciare la ripresa quando questa si manifestera in maniera esplicita.
Fonte(AGI)
|
|
 |
22/04/2010 |
Lavoro nonni babysitter vale 18 miliardi. |
|
Studio Ires Cgil, quasi sei milioni di anziani badano ai nipoti.
Il lavoro degli anziani e dei nonni italiani vale piu' di 18 miliardi di euro l'anno, l'1,2% del pil, afferma uno studio dell'Ires Cgil.Solo per la cura dei nipoti, l'impegno dei nonni puo' essere paragonato ad un monte retribuzioni di 13,8 miliardi di euro l'anno.I nonni in Italia sono quasi 7 milioni (6,9) e circa 6 milioni si prendono cura dei nipoti sia pure in misure diverse. Gli over 55 impegnati nel volontariato sono quasi un terzo degli effettivi: 304mila su un totale di 826 mila.
Fonte Ansa
|
|
 |
08/03/2010 |
La controriforma del lavoro |
|
di Mariavittoria Orsolato
Esattamente otto anni fa, il 23 marzo del 2002, circa tre milioni di persone si riunirono al Circo Massimo di Roma per difendere il loro diritto al lavoro e per tutelare soprattutto l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, messo in pericolo dalle mire riformiste del secondo governo Berlusconi. Quello per cui allora battagliò il sindacalista Cofferati, era in sostanza la possibilità per un lavoratore di ricorrere ai giudici del lavoro nel caso in cui il licenziamento fosse stato applicato senza giusta causa: il risultato della battaglia tra sindacato e governo fu un successo per la Cgil e una piccola grande vittoria per gli stipendiati. Ma questa ormai è storia e purtroppo gli avvenimenti recenti hanno preso tutt’altra piega.
Lo scorso mercoledì, dopo quasi 2 anni di dibattimento, il Senato ha infatti approvato con 151 voti favorevoli, 83 contrari e 5 astenuti il ddl sulla riforma del lavoro che, oltre a contenere norme sui lavori usuranti, ammortizzatori sociali e apprendistato (che ora potrà iniziare a 15 anni, sottraendo di fatto un anno all’obbligatorietà della pubblica istruzione), comprende anche una sostanziale modifica proprio a quell’articolo 18 per cui tanto si è lottato. All’articolo 31 possiamo infatti leggere come le controversie scatenate dal licenziamento arbitrario potranno essere risolte anche da un arbitro, in alternativa al giudice. Per quelli che non lo sapessero, gli arbitri sono privati cittadini - e non organi giurisdizionali - cui è affidato il compito di decidere sulle contese non tanto secondo la legge vigente ma in base al criterio di equità; la nomina di questi arbitri può essere poi affidata alle parti in causa o a terzi, e solo in rari casi è preposta dall’autorità giudiziaria.
Il modello è quello anglosassone e contempla la possibilità che già nel contratto di assunzione - anche in deroga ai contratti collettivi - possa essere stabilito, tramite clausola compromissoria, il ricorso a queste figure extragiudiziali in caso di contrasto tra le parti. Ad esempio, se un giudice ritiene che un lavoratore sia stato licenziato senza una giusta causa, in base all’articolo 18, deve necessariamente reintegrarlo al suo posto: ma se per contratto la scelta di risoluzione è affidata agli arbitri, questi decidendo sul principio di equità potrebbero semplicemente sanzionare l’azienda e risarcire con una cifra forfettaria il lavoratore; perciò, a differenza del giudice, è molto difficile che un arbitro reintegri il dipendente al suo posto. Inoltre, quella dell’arbitrato ha in sé un ulteriore ostacolo di natura economica: se per la via giuridica ordinaria è sempre stata garantita la gratuità per legge, il ricorso agli arbitri ha dei costi che devono essere interamente sostenuti dalle parti in causa.
Ora, che la nuova norma sia penalizzante per i lavoratori è evidente, resta da capire in quale misura. Il fatto che la scelta del campo in cui risolvere la questione avvenga al momento della firma del contratto di lavoro, denota chiaramente come la nuova norma sia tutt’altro che a tutela del potere negoziale dei salariati: messi di fronte alla scelta di adeguarsi o andarsene, i dipendenti saranno costretti ad accettare le regole dei datori di lavoro, pur consapevoli di dover giocare al ribasso in un meccanismo in cui la loro professionalità non avrà tutele garantite in sede giudiziaria. La riforma approvata in Senato pare quindi essere l’ennesimo regalo a quei capitani coraggiosi che, pur avendo ridotto ad uno sfacelo la già martoriata economia nazionale, godono ancora di alto riguardo agli occhi della classe politica: agendo sulla base e non sui vertici si perpetra inevitabilmente quell’assunto di ingiustizia sociale secondo cui solo chi può permetterselo, può decidere di rifiutare le regole imposte.
Con questa manovra il Governo ha di fatto aggirato l’ostacolo dello scontro a viso aperto con la categoria: Questa volta - sostiene Fulvio Fammoni, segretario confederale della Cgil - è peggio rispetto al 2002: allora l'attacco all'articolo 18 fu diretto ed era semplice spiegarlo ai lavoratori. Ora l'aggiramento va ben oltre l'articolo 18, impedendo addirittura di arrivare al giudice del lavoro.
I sindacati però, pur avendo un patrimonio di oltre 10 milioni di iscritti, paiono impietriti di fronte a quella che sempre di più pare una politica del lavoro deviata ad uso e consumo di Confindustria e il fatto che la loro prima reazione al provvedimento sia stata una seppur amara constatazione, denota la manifesta disaffezione a quella che dovrebbe essere la primaria missione dell’attività sindacale: la tutela dei lavoratori. Che poi la categoria sia una specie in via d’estinzione lo dicono i numeri: la maggior parte dei contratti siglati riguarda le collaborazioni a progetto e si risolve in un’occupazione precaria, mal pagata e spesso degradante dal punto di vista delle relazioni umane.
L’Italia del lavoro ha compiuto l’ennesimo passo indietro, ma la politica ora preferisce pensare ai bordelli per gay, alle liste scippate e ai centri di massaggio tailandese per i protettori civili: di questa controriforma del lavoro ci sarà modo di parlare più avanti. Peccato che allora i lavoratori non avranno più nulla di cui discutere relegati, come saranno e già sono, alla cieca accettazione in nome dell’agognato tozzo di pane.
Fonte (altrenotizie.org)
|
|
 |
05/03/2010 |
Arbitrato sul lavoro, è scontro fra i sindacati.
|
|
Cgil: lavoratori più deboli. Ma per Uil non cambia nulla
Roma - (Apcom) - Scontro fra i sindacati all'indomani
dell'approvazione della nuova legge sui contenziosi di lavoro. Il lavoratore può tranquillamente continuare ad andare dal giudice del lavoro come ha sempre fatto ha dichiarato il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, in un'intervista al Corriere della sera. Lo statuto dei lavoratori non è stato toccato e l'articolo 18 sta lì, ha spiegato.Noi abbiamo ottenuto che tutto debba essere rinviato alla contrattazione e faremo in modo che il ricorso all'arbitro sia sempre un atto volontario del lavoratore, ha messo in chiaro Bonanni, sottolineando di non essere d'accordo con chi, come la Cgil, parla di incostituzionalità della norma e di attacco all'articolo 18. Infatti per il leader della Cgil Guglielmo Epifani, con la nuova legge il lavoratore sarà più debole e più ricattabile:L'impressione è che ci sia più di una norma in contrasto con la Costituzione. Per Epifani in sede di contrattazione non si potrà certo modificare quello che stabilisce la legge. Il sindacalista ha osservato come il ricorso all'arbitrato fosse un'opportunità in più per difendersi prima di questa legge, ma come in questo nuovo schema una volta imboccata la strada dell'arbitro non si può più andare dal giudice. L'aula del Senato ha approvato ieri il disegno di legge 1167-B in materia di lavoro, con 151 voti favorevoli, 83 contrari e 5 astenuti. Tra le nuove norme c'è il discusso aggiramento dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, questione su cui è scoppiata la polemica a poche ore dall'ok di Palazzo Madama. Per le controversie di lavoro, tra cui quelle legate al trasferimento di azienda e al recesso, viene limitata la competenza del giudice e privilegiato il canale dell'arbitrato e della conciliazione. In caso di licenziamento, il magistrato dovrà tenere conto del contratto, delle dimensioni aziendali, della situazione del mercato del lavoro, dell'anzianità del lavoratore. Tra le novità principali, anche il pensionamento anticipato per i lavoratori che fanno attività usuranti, e la possibilità di svolgere l'ultimo anno di istruzione obbligatoria attraverso l'apprendistato in un'azienda.
Fonte (Apcom)
|
|
| |
|
|
|
|
|